Anfibi e Rettili del Nord Italia: metodi di ricerca e monitoraggio. Quarta ed ultima giornata di attività.

La quarta ed ultima giornata del nostro corso di formazione si è svolta interamente in campo e i nostri studenti si sono cimentati in attività pratiche sempre sotto lo sguardo attento degli organizzatori, Lucio Bonato e Jacopo Richard. Abbiamo chiesto a Marco Simonazzi, corsista ed erpetologo, di presentarsi e farci un breve resoconto della giornata.
Potresti spiegarci in breve di cosa ti occupi in campo erpetologico?

Attualmente mi occupo di erpetologia solo per passione girando il territorio mantovano alla ricerca di piante e di anfibi. Ho avuto modo di approfondire e far fruttare questa passione svolgendo la mia tesi a Porto Caleri con Jacopo e altri “pelobatari”, aiutando a monitorare uno stagno e cercando animali per il giardino botanico.  Spero davvero che quello acquisito durante il corso possa servirmi per la libera professione per poter svolgere un censimento in ambito lavorativo, e non solo come hobby.

 

Marco, raccontaci un po’ le tue impressioni e come si è svolta l’ultima giornata di corso.

L’ultima giornata del corso sulle tecniche di monitoraggio e censimento è stata una giornata prettamente pratica che a differenza delle altre 3 si è svolta nelle montagne vicentine e non a Bosco Nordio. A parte la località di ritrovo e l’attrezzatura consigliata non ci era stato detto nulla; all’insegna dell’avventura! Una volta raggiunto il sito della mattina, una splendida zona di prati a 600 m s.l.m, li abbiamo scoperto che la mattina sarebbe stata dedicata ai rettili e il pomeriggio agli anfibi. Dopodiché siamo stati divisi in gruppi di 3-4 persone, ogni gruppo avrebbe dovuto eseguire dei transetti di 60 minuti in prati o in zona urbana per poi confrontarci gli uni con gli altri. Al mio gruppo è stato assegnato un transetto che affiancava un prato, entrava nel bosco e attraversava la Contrada Cova, e in un’ora abbiamo avuto modo di poter osservare solo delle lucertole muraiole, nulla di che rispetto ad altri gruppi, ma non siamo nemmeno rimasti a bocca asciutta.

Successivamente siamo saliti in quota a 1500 m s.l.m. arrivando su dei grandi pascoli alpini, in una zona ricca di storia dove si sono susseguiti diversi eventi della Grande Guerra e tutt’ora è possibile osservane le rovine. Qui dopo un frugale pranzo al sacco è iniziata la seconda parte: a ogni gruppo è stata assegnata una cartina indicante una pozza di abbeveraggio e il compito era di eseguire un campionamento standardizzato.  Muniti di retino e di stivali ci siamo diretti al nostro stagno, e il pomeriggio si è rivelato assai fortunato, in uno stagno quasi privo di vegetazione abbiamo potuto osservare ben 39 tritoni alpestri e una rana temporaria con solo 30 retinate. Poi ci siamo confrontati con gli altri gruppi e ci siamo scambiati gli stagni, questa volta però contando a vista i tritoni che risalivano a respirare, e grosso modo i numeri più o meno corrispondevano.

Infine la giornata si è conclusa con una conviviale pausa finale in un bar per ripristinare i liquidi perduti nel modo più Veneto possibile, con l’alcol!

Sono rimasto estremamente soddisfatto di questa giornata poiché oltre a permettermi di aver osservato animali, per me, particolarmente “esotici” si è svolta in una location formidabile e molto suggestiva.

La ciliegina sulla torta di un corso che è valso la pena fare.

Foto di Lucio Bonato.

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